Alexander Borodin-antonin Dvorak
Il quartetto d'archi - o semplicemente quartetto - appartiene come genere all' epoca classica e all'area geografica austro - germanica, non soltanto per i contributi da parte di compositori di quelle regioni, ma anche per una sorta di filosofia, di concezione unica che essi seppero dare all' idea dei quattro strumenti. Non a caso Goethe parlava del Quartetto come una "conversazione tra quattro persone intelligenti". Esso in quanto struttura e idea appartiene all' Europa centrale e alle correnti musicali che in questa area nacquero e si svilupparono nel corso degli anni. Quando caratteri "popolari" soprattutto dell' Est e comunque al di fuori di quei confini si incontrarono con questo archetipo, si tentò di conservare la struttura, articolando all' interno variegature tipiche delle aree geografiche di provenienza. La Musica Russa e quella Ceca offrono un chiaro esempio di questo discorso. In Russia, soprattutto nella seconda metà del XIX secolo, il confronto tra cultura occidentale e culture propriamente "autoctone" diede origine a quella duplicità di stile che vedeva come rappresentanti da una parte P. I. Tcajkovsky e dall 'altra il gruppo dei Cinque. Sebbene si attribuisca all' uno la difesa dell' Occidente e quello della Santa Madre Russia a Musorgsky, Rimsky Korsakov, Cui, Borodin, Balakirev, il linguaggio di ciascuna delle due fazioni contiene immancabilmente, per nascita o per scuola, elementi della fazione opposta. Ne è esempio il Secondo quartetto di A. Borodin del 1881.