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Benvenuto nel sito di Musikstrasse.

Potrai scoprire il catalogo di musica classica dedicato al repertorio poco noto o inedito di grandi compositori e conoscere tutte le iniziative promosse dalla nostra associazione culturale.

KZ MUSIK


KZ MUSIK è l'unica enciclopedia discografica che raccoglie la musica composta nei campi di concentramento di tutto il mondo, tra il 1933 e il 1945.

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CHAMBER WORKS-GAETANO DONIZETTI

POLIMNIA ENSEMBLE

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QUARTETTO XVII PER ARCHI

In occasione della celebrazione del bicentenario della nascita di Donizetti, la Musikstrasse rende omaggio al musicista bergamasco con un CD che propone composizioni strumentali di un autore ben più noto come operista. Nella raffinata ed elegante esecuzione del Polimnia Ensemble, il CD offre l?ascolto di brani cameristici come lo Studio per clarinetto e la Sonata per oboe e pianoforte, oltre all?inedito Quartetto XVII° per archi, a testimonianza del cosidetto ?Ottocento strumentale italiano?, ovvero di una produzione musicale, spesso rimasta in ombra per la predominanza di quella operistica e oggi giustamente rivalutata dall?attenzione degli studiosi.

AVE MARIA 1

VARI

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PRIERE NORMANDE

Spiritualità e fede nei grandi della musica. Brani di Schubert, Rossini, Tchajkovskij, Schumann, Puccini e altri celebri autori. I 3 cd della serie "Ave Maria" sono stati distribuiti dal quotidiano L'Unità

SAVERIO MERCADANTE-CHAMBER WORKS

POLIMNIA ENSEMBLE

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DECIMINO IN DO MAGG.MINUETTO ALLEGRO BRILLANTE

GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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DO IT AGAIN

Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

LUIGI BOCCHERINI-GUITAR WORKS

F.LEPRI-G.GALIA-QUARTETTO DI ROMA

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INTRODUCTION AND FANDANGO

Questo è un cd didattico che contiene le composizioni di Luigi Boccherini realizzate come basi strumentali che possono da un lato contribuire alla formazione o all'ampliamento del repertorio di musica cameristica, dall'altro fornire uno stimolo a praticare la vera musica d'insieme. I brani sono stati incisi prima senza chitarra. Questa è stata registrata in un secondo momento per dimostrare che si possono ottenere risultati gratificanti suonando accompagnati da una base preregistrata. L'utilizzo del CD è molto semplice: è necessario accordarsi con il La a 440 hz. con un diapason.

FOUR HANDS PIANO WORKS-GAETANO DONIZETTI

MARY ELIZABETH SADUN-DANILO MANTO

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SONATA IN FA MAGGIORE

Questo cd contiene una serie di opere per pianoforte a quattro amni, scritte da Gaetano Donizetti. Musiche d'intrattentimento ma, allo stesso tempo, testimonianza del raffinato talento pianistico dell'autore-

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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CHANGING THE FINGERS ON ONE AND THE SAME KEY-MOLTO ALLEGRO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

ALEXANDER BORODIN-ANTONIN DVORAK

QUARTETTO DI FIESOLE

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QUARTETTO N 2 IN RE MAGGIORE-SCHERZO

Il quartetto d'archi - o semplicemente quartetto - appartiene come genere all' epoca classica e all'area geografica austro - germanica, non soltanto per i contributi da parte di compositori di quelle regioni, ma anche per una sorta di filosofia, di concezione unica che essi seppero dare all' idea dei quattro strumenti. Non a caso Goethe parlava del Quartetto come una "conversazione tra quattro persone intelligenti". Esso in quanto struttura e idea appartiene all' Europa centrale e alle correnti musicali che in questa area nacquero e si svilupparono nel corso degli anni. Quando caratteri "popolari" soprattutto dell' Est e comunque al di fuori di quei confini si incontrarono con questo archetipo, si tentò di conservare la struttura, articolando all' interno variegature tipiche delle aree geografiche di provenienza. La Musica Russa e quella Ceca offrono un chiaro esempio di questo discorso. In Russia, soprattutto nella seconda metà del XIX secolo, il confronto tra cultura occidentale e culture propriamente "autoctone" diede origine a quella duplicità di stile che vedeva come rappresentanti da una parte P. I. Tcajkovsky e dall 'altra il gruppo dei Cinque. Sebbene si attribuisca all' uno la difesa dell' Occidente e quello della Santa Madre Russia a Musorgsky, Rimsky Korsakov, Cui, Borodin, Balakirev, il linguaggio di ciascuna delle due fazioni contiene immancabilmente, per nascita o per scuola, elementi della fazione opposta. Ne è esempio il Secondo quartetto di A. Borodin del 1881.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC-SERIE AGORA'

ARTURO TALLINI

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SONATINA PER FLAUTO E CHITARRA

I sei Quintetti con pianoforte op.56 appartengono, come la serie consimile all'op.57, all'estrema stagione creativa di Boccherini: come tali, beneficiano delle informazioni che l'autore, da Madrid, inviò per lettera all'editore Pleyel a Parigi. Veniamo così a sapere che, dall'invio di questi Quintetti all'editore, Boccherini si riprometteva un certo successo editoriale, vista la moda parigina per il pianoforte. Ma sappiamo anche che quegli stessi Quintetti avevano visto la luce, nella Madrid di quegli anni e nel palazzo del marchese Benavente, nella versione per archi e chitarra: una sorta di versione privata, destinata alla predilezione - fors'anche alla bravura - chitarristica del padrone di casa. Alcune versioni per chitarra sono andate perdute. Le versioni per pianoforte hanno quindi il merito di averci garantito la conoscenza di opere altrimenti perdute. In ognuna di queste opere la costruzione della forma si basa sull'evento imprevedibile, sulla sorpresa, sul gioco della fantasia, cioè tutto il contrario della prevedibilità e della convenzione. Perchè questo avvenga l'esecuzione deve esaltare la sempre diversa disposizione di luci e ombre, di stasi e movimento.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER MUSIC

ARTURO TALLINI

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ECLOGHE PER FLAUTO CORNO INGLESE E CHITARRA

GIUSEPPE TARTINI-INTERPRETI VENEZIANI

INTERPRETI VENEZIANI

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CONCERTO IN MI MIN. PER VIOLINO, ARCHI E CONTINUO-ALLEGRO(

Un CD dedicato a Giuseppe Tartini (1692-1770), da raccomandare agli estimatori del Settecento musicale. L'esecuzione, affidata al complesso di archi Interpreti Veneziani, ricca di espressione e di garbo, è particolarmente apprezzabile nei Concerti per violino, dove viene utilizzato un ?Amati? del 1740, che appartenne allo stesso Tartini ed è oggi conservato a Pirano (Repubblica di Slovenia), nella casa natale del musicista veneto.

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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TRILL EXERCISE-ALLEGRO COMODO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

CASTELNUOVO TEDESCO-GUITAR CHAMBER WORKS

ARTURO TALLINI

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QUINTETTO PER ARCHI E CHITARRA

Poco eseguito e ingiustamente dimenticato, Mario Castelnuovo Tedesco (1895-1968)groups and , fecondo compositore, nato in Italia e naturalizzato americano, rimase profondamente italiano per stile e per cultura. La sua musica si inserisce perfettamente in quel gruppo di musicisti italiani che hanno operato tra le due guerre. Tuttavia, la sua strada è assolutamente originale, espressione di una personalità delicata e raffinata, di un modo di concepire la musica sempre elegante, senza violenza e senza accenti che possano in alcun modo cadere nella volgarità o nel frastuono di facili mode. Arturo Tallini ha tenuto concerti e svolto tournée in Italia , e in tutti i Paesi europei suonando come solista , in gruppi da camera e con varie orchestre. Nel 2006 ha scritto e condotto per Radio Vaticana una trasmissione sulla chitarra, dal titolo "La chitarra, strumento dell'umano sentire".

AVE MARIA 3

VARI

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AVE MARIS STELLA

Il terzo volume della serie "Ave Maria" - spiritualità e fede nei grandi della musica.

HEIFETZ'S TRANSCRIPTIONS

VINCENZO BOLOGNESE-LUISA PRAYER

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NOCTURNE

Nell'interpretazione del giovane violinista Vincenzo Bolognese, questo CD raccoglie le famose trascrizioni di Jascha Heifetz che fu uno dei più celebri violinisti di ogni tempo. Una raccolta delle celebri elaborazioni dai temi famosi di vari compositori, da Mozart a Prokofiev, da Chopin a Godowsky, già incise dallo stesso Heifetz e dai grandi violinisti. Un album importante, quindi, per il giovane esecutore ed una antologia monografica ricca di interesse.

C.CZERNY-THE ART OF FINGER DEXTERITY-OP.740

M.MOSCA-V.BRESCIANI-S.CAFARO-F.CARAMIELL

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EVENNESS IN DOUBLE

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

ZORONGO-OMAGGIO A GARCIA LORCA

ARTURO TALLINI

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CANCIONES POPULARE ESPANOLES-ROMANCE DE DON BOYSO

In questo cd il chitarrista Arturo Tallini e la cantante jazz Ada Montellanico reinterpretano canzoni del poeta spagnolo Federico Garcia Lorca .Tallini, nella trascrizione, aggiunge colori e immagini, lasciando però inalterato il tessuto armonico, il più sognificativo apporto di Lorca al repertorio popolare.

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BRAVURA IN TOUCH AND TEMPO-ALLEGRO AGITATO

La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

GIOACHINO ROSSINI-MUSICA DA CAMERA-SERIE AGORA'

POLIMNIA ENSEMBLE

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UNE LARME PER VIOLONCELLO E PIANOFORTE

GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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WHO CARES

Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.