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Benvenuto nel sito di Musikstrasse.

Potrai scoprire il catalogo di musica classica dedicato al repertorio poco noto o inedito di grandi compositori e conoscere tutte le iniziative promosse dalla nostra associazione culturale.

KZ MUSIK


KZ MUSIK è l'unica enciclopedia discografica che raccoglie la musica composta nei campi di concentramento di tutto il mondo, tra il 1933 e il 1945.

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GIUSEPPE TARTINI-INTERPRETI VENEZIANI

INTERPRETI VENEZIANI

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Un CD dedicato a Giuseppe Tartini (1692-1770), da raccomandare agli estimatori del Settecento musicale. L'esecuzione, affidata al complesso di archi Interpreti Veneziani, ricca di espressione e di garbo, è particolarmente apprezzabile nei Concerti per violino, dove viene utilizzato un ?Amati? del 1740, che appartenne allo stesso Tartini ed è oggi conservato a Pirano (Repubblica di Slovenia), nella casa natale del musicista veneto.

GIOACHINO ROSSINI-MUSICA DA CAMERA-SERIE MUSIKSTRASSE

POLIMNIA ENSEMBLE

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Il CD che ha inaugurato la Musikstrasse, vede l?esordio discografico del Polimnia Ensemble, un gruppo di artisti italiani docenti nei conservatori e prime parti delle principali orchestre italiane. L?opera, di carattere monografico, è dedicata al Rossini cameristico e comprende composizioni brevi e dalla semplice struttura, sia vocali che strumentali, oltre a brani brillanti e virtuosistici caratterizzati dalla ricchezza timbrica dell?insieme strumentale. Poche le pagine note, tra cui Une Larme, per violoncello e pianoforte, e alcune rarità come Toast pour le nouvel an, per quartetto vocale.

LUCI E OMBRE

FABIO RENATO D'ETTORRE

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Luci e Ombre "percorre quei sentieri dello spirito in cui passato e presente si fondono inscindibilmente mostrando le venature luminose e oscure dell'interiorità". Così recita la prefazione al brano per clarinetto e chitarra, che ben si addice a questo intero programma. Un percorso fortemente influenzato da un clima mediterraneo, per le tenui tinte francofone dell'Elegia, per la sonorità ora sospese, ora incandescenti della Spagna di Habanera e Queimada, per il fascino partenopeo, magico e sanguigno, della Tarantella e i toni a volte orientaleggianti della Tripartita. Perchè nel rinvio ad ambienti culturali limitrofi, esplicito o solo alluso, convivono la magia e la poesia del viaggio simbolico, della metafora.

LUIGI BOCCHERINI-6 QUINTETTI OP.56

QUARTETTO ELISA-PIERO BARBARESCHI

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i Sei Quintetti con pianoforte op. 56 sono frutto dell'estrema stagione creativa di Luigi Boccherini. Ognuna di queste opere è stata concepita per differenziarsi da tutte le altre, nel suono complessivo, nell'andamento ritmico, nella conduzione armonica. La costruzione della forma si basa sempre sull'evento imprevedibile e sulla sorpresa. Le opere vengono qui eseguite da Piero Barbareschi(piano) e dal Quartetto Elisa.

Parade

Trio Chitarristico Di Roma

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Questo cd propone un itinerario che attraversa ambienti e contesti culturali diversi , quali il teatro, il café-chantant, il folclore e il cinema, attingendo dal patrimonio compositivo tedesco, francese, latino-americaneo e italiano. Il proposito collaterale è quello di mettere in evidenza lo spirito caratteristico di ogni singola area culturale. Il percorso parte da alcune canzoni del dissacratorio Kurt Weill per proseguire con un trittico che accosta tre autori i quali furono uniti per un certo tempo da un vincolo di affinità umana e artistica: Eric Satie, George Uric e Francis Poulenc. Quindi, segue un'incursione nell'area latino americana, con brani di Manuel Maria Ponce e Heitor Villa Lobos. Chiude il programma una fantasia su musiche per film di Nino Rota. Il Trio Chitarristico di Roma, formato da Fabio Renato D'Ettorre, Marco Cianchi e Fernando Lepri, nasce nel 1983 con l'intento di diffondere il repertorio esistente per questo insolito organico e , al contempo, di proporre la rivisitazione in chiave chitarristica di opere destinate in origine ad altri strumenti. Ha tenuto concerti in tutta Europa, figurando in cartellone con artisti di fama internazionale. Per la Musikstrasse ha realizzato anche "Recital" e "Rara" Musica del '900".

C.czerny-the Art Of Finger Dexterity-op.740

M.mosca-v.bresciani-s.cafaro-f.caramiell

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La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

PARLAMI D'AMORE MARIU'-SERIE MUSIKSTRASSE

LEO NUCCI E SALOTTO OTTOCENTO ENSEMBLE

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Un omaggio alle più belle canzoni di Cesare Andrea Bixio, nell' esemplare interpretazione del grande baritono italiano Leo Nucci. L' arrangiamento per il gruppo da camera "Salotto Ottocento Ensemble" curato dal M° Paolo Marcarini, pianista e direttore dell'Ensemble, propone un risultato musicale dal gusto "classico" ma deliziosamente rievocativo dei sapori e dei sentimenti dell'epoca. "Mamma", "Il Tango delle capinere", "Violino tzigano", "La mia canzone al vento", "Torna piccina", "La strada nel bosco" e tante altre canzoni per un CD che prende il titolo dalla celeberrima "Parlami d'amore Mariù".

RUSSIAN PIANO WORKS - BORODIN,GLAZUNOV,LJADOV,SKRJABIN

VLADIMIR SOFRONIZKIJ

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Il CD rendono omaggio al leggendario pianista russo e al suo magico tocco. Si tratta di registrazioni inedite preziosissime, testimonianza della genialità di un interprete la cui fama si diffuse nel mondo solo dopo la morte, avvenuta a Mosca nel 1961. Un artista di cui ancora oggi apprezziamo il personalissimo modo di far cantare il pianoforte e di fraseggiare, soprattutto nelle interpretazioni del suo amato Chopin o di Skriabin, del quale fu genero. il cd, grazie alla qualità del suono, permettono di godere dell'ascolto di queste indimenticabili esecuzioni registrate a Mosca nel 1959.

RARA MUSICA DEL '900

TRIO CHITARRISTICO DI ROMA

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"Rara" musica del `900 raccoglie sette pezzi di autori europei che rappresentano un panorama dei diversi modi di intendere la modernità. Sono inclusi brani già editi, sebbene ancora non noti come "Follow the star" di Stephen Dogson (1924) e "Rondo" di Paul Hindemith (1859-1963) ed altri che i tre artisti hanno ricevuto, ancora manoscritti, dalle mani dei loro autori, come ad esempio i pezzi di Gangi (1923), Cavallone (1957), D'Ettorre (1959) e Kleynjans (1951). Nonostante la loro varietà stilistica,sono pezzi legati per la forza comunicativa e l'intelleggibilità. Il CD si chiude con"Ultima Rara" (pop song) di Bussotti(1931) in cui si articola un testo letterario sfibrato vocalizzato con consumata bravura da Paolo Poli.

C.czerny-the Art Of Finger Dexterity-op.740

M.mosca-v.bresciani-s.cafaro-f.caramiell

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La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.

PARLAMI D'AMORE MARIU'-SERIE MUSIKSTRASSE

LEO NUCCI E SALOTTO OTTOCENTO ENSEMBLE

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Un omaggio alle più belle canzoni di Cesare Andrea Bixio, nell' esemplare interpretazione del grande baritono italiano Leo Nucci. L' arrangiamento per il gruppo da camera "Salotto Ottocento Ensemble" curato dal M° Paolo Marcarini, pianista e direttore dell'Ensemble, propone un risultato musicale dal gusto "classico" ma deliziosamente rievocativo dei sapori e dei sentimenti dell'epoca. "Mamma", "Il Tango delle capinere", "Violino tzigano", "La mia canzone al vento", "Torna piccina", "La strada nel bosco" e tante altre canzoni per un CD che prende il titolo dalla celeberrima "Parlami d'amore Mariù".

CHAMBER WORKS-GAETANO DONIZETTI

POLIMNIA ENSEMBLE

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In occasione della celebrazione del bicentenario della nascita di Donizetti, la Musikstrasse rende omaggio al musicista bergamasco con un CD che propone composizioni strumentali di un autore ben più noto come operista. Nella raffinata ed elegante esecuzione del Polimnia Ensemble, il CD offre l?ascolto di brani cameristici come lo Studio per clarinetto e la Sonata per oboe e pianoforte, oltre all?inedito Quartetto XVII° per archi, a testimonianza del cosidetto ?Ottocento strumentale italiano?, ovvero di una produzione musicale, spesso rimasta in ombra per la predominanza di quella operistica e oggi giustamente rivalutata dall?attenzione degli studiosi.

Alexander Borodin-antonin Dvorak

Quartetto Di Fiesole

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Il quartetto d'archi - o semplicemente quartetto - appartiene come genere all' epoca classica e all'area geografica austro - germanica, non soltanto per i contributi da parte di compositori di quelle regioni, ma anche per una sorta di filosofia, di concezione unica che essi seppero dare all' idea dei quattro strumenti. Non a caso Goethe parlava del Quartetto come una "conversazione tra quattro persone intelligenti". Esso in quanto struttura e idea appartiene all' Europa centrale e alle correnti musicali che in questa area nacquero e si svilupparono nel corso degli anni. Quando caratteri "popolari" soprattutto dell' Est e comunque al di fuori di quei confini si incontrarono con questo archetipo, si tentò di conservare la struttura, articolando all' interno variegature tipiche delle aree geografiche di provenienza. La Musica Russa e quella Ceca offrono un chiaro esempio di questo discorso. In Russia, soprattutto nella seconda metà del XIX secolo, il confronto tra cultura occidentale e culture propriamente "autoctone" diede origine a quella duplicità di stile che vedeva come rappresentanti da una parte P. I. Tcajkovsky e dall 'altra il gruppo dei Cinque. Sebbene si attribuisca all' uno la difesa dell' Occidente e quello della Santa Madre Russia a Musorgsky, Rimsky Korsakov, Cui, Borodin, Balakirev, il linguaggio di ciascuna delle due fazioni contiene immancabilmente, per nascita o per scuola, elementi della fazione opposta. Ne è esempio il Secondo quartetto di A. Borodin del 1881.

OPERA ARIAS

LEO NUCCI

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Il baritono italiano Leo Nucci interpreta alcune arie tratte dalle opere di Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Ruggero Leoncavallo, Vincenzo Bellini.

GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

GEORGE GERSHWIN - THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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Torna, in una nuova edizione, l?album che raccoglie tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

LUIGI BOCCHERINI-GUITAR WORKS

F.LEPRI-G.GALIA-QUARTETTO DI ROMA

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Questo è un cd didattico che contiene le composizioni di Luigi Boccherini realizzate come basi strumentali che possono da un lato contribuire alla formazione o all'ampliamento del repertorio di musica cameristica, dall'altro fornire uno stimolo a praticare la vera musica d'insieme. I brani sono stati incisi prima senza chitarra. Questa è stata registrata in un secondo momento per dimostrare che si possono ottenere risultati gratificanti suonando accompagnati da una base preregistrata. L'utilizzo del CD è molto semplice: è necessario accordarsi con il La a 440 hz. con un diapason.

Ave Maria 1

Vari

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Spiritualità e fede nei grandi della musica. Brani di Schubert, Rossini, Tchajkovskij, Schumann, Puccini e altri celebri autori. I 3 cd della serie "Ave Maria" sono stati distribuiti dal quotidiano L'Unità

GEORGE GERSHWIN-THE COMPLETE PIANO WORKS

MASSIMILIANO DAMERINI

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L?album raccoglie in due cd tutto il repertorio pianistico di George Gershwin. Con espressione ritmica e virtuosistica, il Maestro Massimiliano Damerini ripercorre il vario e complesso percorso del celebre musicista americano, eseguendo pagine che sono in perfetto equilibrio tra il jazz, la musica leggera e la musica colta, ulteriore testimonianza di un talento sfaccettato e versatile.

C.czerny-the Art Of Finger Dexterity-op.740

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La tipologia dello studio ottocentesco fu stabilita una volta per tutte da Cramer, nello Studio per il pianoforte (1804-1810). Per Cramer lo studio è un pezzo relativamente breve, basato su un singolo disegno strumentale, il cui prevalente intento tecnico non deve prescindere da un valido contenuto musicale (a differenza dell'esercizio, che consiste nella mera ripetizione di una formula meccanica). Nello studio crameriano l'unità nel disegno strumentale (che resterà una caratteristica essenziale dello studio ottocentesco) discende a sua volta dal modello bachiano, mentre Domenico Scarlatti fu preso a esempio per la virtuosità della scrittura. Gli studi op. 740 si conformano a questa tipologia in maniera anche più rigida di quelli dello stesso Cramer. Ogni studio è contrassegnato da un titolo che ne indica la virtù pedagogica: Chiarezza nell'agilità (n. 3), Dolce saltellare e staccare (n. 9), Agilità nell'alternare le dita (n. 11), e così via. Czerny, nell'impresa di codificare gli stili e le scritture pianistiche esistenti, si avvalse della propria facilità di scrittura e della propria capacità di imitazione. A un nucleo di studi clementiani (come i numeri 1, 5, 27, 28, 32, 34, 50), dalla sonorità potente e dalle ampie dimensioni, se ne aggiungono altri nello stile più conciso di Cramer (ad es. i nn. 8, 37, 41), mentre l'influenza di Hummel sembra affacciarsi negli studi come i nn. 3, 4, 6, 7, 9, 10,13, 18, 29 e 30, improntati a una scrittura aerea ed elegante. Ma gli studi op. 740 offrono anche esempi di linguaggi musicali al di fuori del genere didattico: echi del Flauto magico si sentono nello studio n. 11, ad esempio, e i nn. 18 e 45 risentono di una dolcezza quasi mendelssohniana. La funzione storica di Czerny non si limitò però alla sistemazione dell'edificio del pianismo classico: studi come i nn. 2, 31, 36 e 50 vanno già in direzione dell'impiego simultaneo di due o più registri per la mano destra: una tecnica che, estranea alla concezione di Clementi e - salvo un pugno di eccezioni- anche a quella di Beethoven, diventerà un contrassegno dello stile del più famoso allievo di Czerny, Franz Listz.